“Ci pensa l’AI”: davvero?
Chi lavora nel mondo della traduzione e dei servizi linguistici conosce bene i limiti dell’intelligenza artificiale.
Chi ne è fuori, invece, si affida spesso alla traduzione automatica nella convinzione di ottenere un risultato più rapido ed economico.
Non possiamo e non dobbiamo mentire: l’AI esiste, si evolve e non possiamo ignorarla. Ma resta uno strumento. Un supporto, non una sostituzione.

Un esempio concreto: tradurre nel settore ferroviario
Nel nostro lavoro ci occupiamo spesso di testi altamente tecnici, come quelli del settore ferroviario: una nicchia in cui sono richieste massima precisione e perfetta comprensione del contesto.
Il post-editing ci dimostra quanto l’intervento umano sia ancora fondamentale. I sistemi di AI commettono errori grossolani, spesso decontestualizzano e mancano di uniformità terminologica.
Un caso emblematico: un documento relativo a prove di collaudo per un pantografo.
🛠️ Il pantografo è un dispositivo montato su veicoli ferroviari o tram, composto da bracci articolati, che consente la captazione di energia elettrica dalla linea aerea.
Nel testo originale comparivano i termini “knuckle trailing” e “knuckle leading“, che si riferiscono all’orientamento dell’articolazione del pantografo rispetto alla direzione di marcia.
🔍 Knuckle significa letteralmente “nocca”, ma non è una soluzione adatta al contesto.
Trailing indica qui una posizione posteriore, mentre leading una posizione anteriore.
Tradurre questi concetti in italiano richiede una perifrasi, perché non esistono traducenti univoci.
Ecco cosa ha prodotto la traduzione automatica:
• Knuckle leading → “guida delle nocche”
• Knuckle trailing → “strascico delle nocche”
Ma il problema non si limita alla resa errata: manca uniformità terminologica.
In altri punti del testo infatti “trailing” diventa “snodo di trascinamento” e “leading” sembrerebbe uno “snodo anteriore”, per poi tornare ad essere “guida delle nocche” poche righe dopo!
Le insidie della traduzione automatica parola per parola
Un altro esempio che ci capita spesso riguarda la resa letterale di espressioni idiomatiche o frasi tecniche.
Prendiamo in esempio questo caso in tedesco: “Diese erheben nicht den Anspruch auf Vollständigkeit, […]”
Output della traduzione automatica: “Queste non elevano il diritto alla completezza […]”
In tedesco, però, “den Anspruch nicht erheben” significa “non avere la pretesa”.
👉 La traduzione corretta sarebbe quindi più simile a “Queste non si intendono come esaustive […]”. Una soluzione decisamente più naturale!
Un’altra riflessione scaturisce invece nel momento in cui la traduzione automatica fornisce un output apparentemente scorrevole, ma errato.
È proprio questa apparente fluidità il rischio più grande: un testo può sembrare corretto, anche se in realtà semplifica e distorce un contenuto tecnico o giuridico.
E se questo avvenisse in un contratto o in un documento ufficiale?
Vi rimandiamo ai nostri articoli sugli errori di traduzione storici e nel settore medico: ora il traduttore non professionista e non qualificato potrebbe proprio essere l’intelligenza artificiale.
Quindi dobbiamo boicottare l’AI?
Assolutamente no.
Come detto, l’intelligenza artificiale è una realtà, e chi lavora nella comunicazione deve conoscerla a fondo per sfruttarla al meglio.
L’AI può essere utile per testi molto semplici o per una prima comprensione generale, ma anche in questi casi, serve sempre spirito critico.
E i tempi di lavoro?
No, i tempi non si dimezzano automaticamente.
Possono però essere “redistribuiti“: se la bozza iniziale è più rapida, il traduttore può dedicare più tempo alle competenze extralinguistiche, come:
• Ricerca terminologica
• Verifica dei riferimenti normativi
• Adattamento culturale del testo
La vera sfida e le nostre conclusioni
La vera sfida è far capire ai non addetti ai lavori che l’intervento umano non è “di serie B”. Anzi: eleva la qualità finale e garantisce coerenza, precisione e responsabilità.
Siamo dunque dell’idea che l’intelligenza artificiale funzioni davvero solo se supervisionata da professionisti.
Voi avete mai trovato errori rilevanti in una traduzione automatica?
Condividete l’articolo e raccontatecelo!
