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Quando l’intelligenza artificiale non basta: riflessioni da un’intervista

🎙 Un po’ di tempo fa, Roberta, fondatrice di LangXpress, è stata invitata ai microfoni di Story Time, trasmissione radio di Radio Canale Italia, per raccontare la nascita dell’agenzia e la nostra attività quotidiana.

🎧 Potete ascoltare l’intervista sul nostro nuovissimo canale YouTube:

Ma da allora qualcosa è cambiato: siamo anche noi sui social e l’intelligenza artificiale è diventata un tema sempre più centrale. Parliamone meglio.

“Ci pensa l’AI”: davvero?

Chi lavora nel mondo della traduzione e dei servizi linguistici conosce bene i limiti dell’intelligenza artificiale.

Chi ne è fuori, invece, si affida spesso alla traduzione automatica nella convinzione di ottenere un risultato più rapido ed economico.

Non possiamo e non dobbiamo mentire: l’AI esiste, si evolve e non possiamo ignorarla. Ma resta uno strumento. Un supporto, non una sostituzione.

 

Rappresentazione astratta intelligenza artificiale con cervello digitale

 

Un esempio concreto: tradurre nel settore ferroviario

Nel nostro lavoro ci occupiamo spesso di testi altamente tecnici, come quelli del settore ferroviario: una nicchia in cui sono richieste massima precisione e perfetta comprensione del contesto.

Il post-editing ci dimostra quanto l’intervento umano sia ancora fondamentale. I sistemi di AI commettono errori grossolani, spesso decontestualizzano e mancano di uniformità terminologica.

Un caso emblematico: un documento relativo a prove di collaudo per un pantografo.

🛠️ Il pantografo è un dispositivo montato su veicoli ferroviari o tram, composto da bracci articolati, che consente la captazione di energia elettrica dalla linea aerea.

Nel testo originale comparivano i termini “knuckle trailing” e “knuckle leading“, che si riferiscono all’orientamento dell’articolazione del pantografo rispetto alla direzione di marcia.

🔍 Knuckle significa letteralmente “nocca”, ma non è una soluzione adatta al contesto.

Trailing indica qui una posizione posteriore, mentre leading una posizione anteriore.
Tradurre questi concetti in italiano richiede una perifrasi, perché non esistono traducenti univoci.

Ecco cosa ha prodotto la traduzione automatica:
• Knuckle leading → “guida delle nocche”
• Knuckle trailing → “strascico delle nocche”

Ma il problema non si limita alla resa errata: manca uniformità terminologica.
In altri punti del testo infatti “trailing” diventa “snodo di trascinamento” e “leading” sembrerebbe uno “snodo anteriore”, per poi tornare ad essere “guida delle nocche” poche righe dopo!

 

Le insidie della traduzione automatica parola per parola

Un altro esempio che ci capita spesso riguarda la resa letterale di espressioni idiomatiche o frasi tecniche.

Prendiamo in esempio questo caso in tedesco: “Diese erheben nicht den Anspruch auf Vollständigkeit, […]
Output della traduzione automatica: “Queste non elevano il diritto alla completezza […]”

In tedesco, però, “den Anspruch nicht erheben” significa “non avere la pretesa”.

👉 La traduzione corretta sarebbe quindi più simile a “Queste non si intendono come esaustive […]”. Una soluzione decisamente più naturale!
Un’altra riflessione scaturisce invece nel momento in cui la traduzione automatica fornisce un output apparentemente scorrevole, ma errato.

È proprio questa apparente fluidità il rischio più grande: un testo può sembrare corretto, anche se in realtà semplifica e distorce un contenuto tecnico o giuridico.
E se questo avvenisse in un contratto o in un documento ufficiale?

Vi rimandiamo ai nostri articoli sugli errori di traduzione storici e nel settore medico: ora il traduttore non professionista e non qualificato potrebbe proprio essere l’intelligenza artificiale.

 

Quindi dobbiamo boicottare l’AI?

Assolutamente no.

Come detto, l’intelligenza artificiale è una realtà, e chi lavora nella comunicazione deve conoscerla a fondo per sfruttarla al meglio.

L’AI può essere utile per testi molto semplici o per una prima comprensione generale,  ma anche in questi casi, serve sempre spirito critico.

 

E i tempi di lavoro?

No, i tempi non si dimezzano automaticamente.

Possono però essere “redistribuiti“: se la bozza iniziale è più rapida, il traduttore può dedicare più tempo alle competenze extralinguistiche, come:

• Ricerca terminologica
• Verifica dei riferimenti normativi
• Adattamento culturale del testo

 

La vera sfida e le nostre conclusioni

La vera sfida è far capire ai non addetti ai lavori che l’intervento umano non è “di serie B”. Anzi: eleva la qualità finale e garantisce coerenza, precisione e responsabilità.

Siamo dunque dell’idea che l’intelligenza artificiale funzioni davvero solo se supervisionata da professionisti.

Voi avete mai trovato errori rilevanti in una traduzione automatica?
Condividete l’articolo e raccontatecelo!

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Black Friday: il linguaggio delle offerte

Black Friday: storia, linguaggio e curiosità di un venerdì diventato globale Ogni anno arriva. Prima arrivava il giorno, poi la settimana, ora addirittura il mese. Di cosa stiamo parlando? Del Natale? No, ma non siamo così lontani. Parliamo di quell’evento che molti sfruttano per accaparrarsi le migliori offerte sul mercato: il Black Friday, il venerdì successivo alla festa del Ringraziamento. Come ha fatto questo evento, nato negli Stati Uniti, a conquistare gran parte del mondo? L’Italia non fa eccezione!

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L’Anima Intraducibile – 5 parole intraducibili: parte 2

Nel nostro ultimo articolo abbiamo esplorato le prime 5 parole intraducibili di questa rubrica, dimostrando come alcune emozioni e concetti siano così profondamente legati a una cultura da non trovare equivalenti altrove. Quindi, anche se a volte ci sembra di non trovarla, la parola che cerchiamo potrebbe già esistere in qualche angolo del mondo. Oggi superiamo i confini geografici, linguistici e culturali, con altre 5 parole uniche, ancora accompagnate dalle preziose illustrazioni originali di Jessica Cozzi.

Paese che vai, traduzione che (non) trovi – Storie di Marketing, traduzione e localizzazione

In un mondo sempre più interconnesso, il marketing rappresenta una vera e propria forza propulsiva. In questo contesto la traduzione ha un ruolo di primo piano. Se tutto sembra naturale, probabilmente è perché è stato fatto un buon lavoro dietro le quinte. Trasmettere un messaggio pubblicitario, un gioco di parole o un modo di dire è, infatti, un compito molto delicato: ad essere diversa non è solo la lingua di arrivo, bensì anche la cultura di un intero Paese. Si tratta anche di un processo di localizzazione, affinché un prodotto commerciale concepito e sviluppato in un Paese venga adattato per essere accolto in altri, con lingua e cultura diverse. Vediamo insieme alcuni casi che hanno  preso una svolta inaspettata.

L’Anima Intraducibile – 5 parole intraducibili: parte 1

Esprimere ciò che proviamo non sempre è facile, soprattutto quando i sentimenti sfuggono alle parole. Vi è mai capitato di voler descrivere una sensazione con una sola parola, per poi rendervi conto che nella vostra lingua non esiste? O di cercare di tradurre un concetto importante e trovarvi di fronte a un vuoto linguistico? Alcuni termini sono così radicati nella cultura che sembra impossibile trovare un equivalente diretto. Ed è proprio questa unicità a renderli speciali: In questo articolo, esploreremo 5 parole intraducibili che raccontano universi affascinanti e riflettono l’Anima delle culture. Ogni parola  è accompagnata da un’illustrazione originale, pensata per rendere visibile l’intraducibile.

Linguisti improvvisati, disastri assicurati – Parte II

Dopo aver esplorato il mondo della geopolitica e delle decisioni influenzate da una parola, è il momento di addentrarci in un altro campo altrettanto delicato: quello medico. Qui ogni dettaglio pesa, e un errore di traduzione può lasciare segni profondi, sia sulla carta sia sulla pelle. Scopriamo due casi emblematici che mostrano quanto le parole possano davvero fare la differenza.